ASSENTE.


Quando gli parlo , appare distante, rintanato in spazi remoti.
Eppure, di quando in quando, la sua attenzione si ravviva.
Proprio nel momento in cui decido di stare zitto.
Si direbbe che i miei discorsi ,una volta finiti, gli restituiscano la gioiosa consapevolezza del fatto che anche le scemenze abbiano l’esigenza di una pausa definitiva.

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